La più grande Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) di Roma, per rilevanza patrimoniale e attività di assistenza svolta.

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Ipab: via libera alla disciplina di trasformazione in Aziende pubbliche di servizi alla persona

Sì, con osservazioni, allo schema di deliberazione di Giunta n. 60

16/07/2019 – La prima commissione consiliare permanente, Affari costituzionali e statutari, affari istituzionali, partecipazione, risorse umane, enti locali, sicurezza, lotta alla criminalità, antimafia, presieduta da Rodolfo Lena (Pd), ha dato parere favorevole, a maggioranza, allo schema di deliberazione della Giunta n. 60, concernente la “Disciplina dei procedimenti di trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) in Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp) ovvero in persone giuridiche di diritto privato senza scopo di lucro, nonché dei procedimenti di fusione e di estinzione delle Ipab”.

Lo schema di deliberazione di Giunta approvato oggi dalla prima commissione è stato predisposto in base alla legge regionale 22 febbraio 2019, n. 2 sul riordino delle Ipab, frutto delle due proposte esaminate dalla prima commissione (confluite in un testo unificato), una d’iniziativa della Giunta regionale, una d’iniziativa dei consiglieri del Movimento cinque stelle Corrado, Pernarella, Blasi, De Vito, Cacciatore, Marcelli, Novelli, Lombardi e Porrello.

La legge 2/2019 conferma la possibilità che i soggetti pubblici del sistema integrato dei servizi possano avvalersi delle Asp –  alle quali si riconosce esplicitamente il ruolo  ai fini del miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della gestione dei servizi sociali, socio-sanitari ed educativi -, stabilisce la separazione del patrimonio indisponibile (in quanto destinato all’espletamento dei servizi) da quello da reddito, prevede espressamente l’obbligo di gestione diretta dei servizi istituzionali resi dalle Asp, con un incremento dell’occupazione stabile e il progressivo superamento del precariato, e rafforza il regime di vigilanza e controlli in capo alla Regione Lazio. Presente Albino Ruberti, capo dell’ufficio di gabinetto del presidente della Regione Lazio, la proposta di delibera n. 60 è stata approvata con 14 osservazioni, delle consigliere Valentina Corrado (M5s), Chiara Colosimo (FdI), e Marta Leonori (Pd), e del consigliere Giuseppe Emanuele Cangemi (Misto), che ne hanno emendato il testo.

La legge 2/2019 prevede la trasformazione delle 55 Ipab presenti nella nostra regione in Aziende pubbliche di servizi alla persona (Asp), disponendo che la Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, adotti uno o più regolamenti attuativi con i quali definire: i parametri organizzativi ed economico finanziari e i requisiti dimensionali minimi delle istituende Asp; i procedimenti di trasformazione delle Ipab in Asp, gli schemi di statuto e di bilancio delle Asp; i criteri per la gestione, l’acquisto, l’utilizzo, l’alienazione del patrimonio delle Asp; la disciplina concernente le indennità, i compensi o i gettoni, nonché i rimborsi spese spettanti al presidente, al consiglio di amministrazione e all’organo di revisione.

E proprio in merito ai compensi intervengono le osservazioni della consigliera Leonori con le quali si stabilisce che l’indennità lorda riconosciuta al presidente di un’Asp non possa superare il 50 per cento dell’indennità lorda riconosciuta al presidente della Regione Lazio (agli altri componenti del cda fino al 25 per cento degli emolumenti riconosciuti al presidente della Regione). 

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