L’Istituto

L’attuale Istituto Romano di San Michele è sorto dalla fusione di due enti di assistenza e beneficenza: l’”Ospizio di San Michele” e l’”Orfanotrofio di Santa Maria degli Angeli”, disposta con regio decreto legge 7 giugno 1928 n. 1353.

Con lo stesso decreto legge, l’Istituto venne ad assumere l’attuale denominazione. Attraverso la vendita di uno degli istituti appartenenti all’Orfanotrofio di Santa Maria degli Angeli, fu realizzata, nel 1937, l’odierna sede dell’Istituto, in piazzale Antonio Tosti, nel quartiere di Tormarancia.

Oggi il comprensorio istituzionale si estende su un’area di circa 120.000 mq ed è costituito da 12 palazzine multipiano inserite in un ampio giardino.

 
 


storia_immageL’Istituto Romano di San Michele è la più grande Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) di Roma, per rilevanza patrimoniale e attività di assistenza svolta. Come altri grandi istituti, è il risultato della fusione, nel corso dei secoli, con altre opere pie.

Il primo nucleo fu fondato nel 1582, sotto il papato di Sisto V, in un periodo che vedeva la nascita di diversi istituti di beneficenza per contrastare il dilagare dell’accattonaggio. Il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, oggi sede di Uffici del Ministero per i beni e le attività culturali, nacque nel 1686 come Istituto Apostolico San Michele, sotto il pontificato di Innocenzo XI Odescalchi ed in Europa venne considerato un modello di organizzazione di assistenza pubblica poiché ospitava, oltre gli orfani e i ragazzi bisognosi, i vecchi e le ‘zitelle’.

A tale originaria funzione di ricovero e correzione dei soggetti sociali più deboli si affiancò, contemporaneamente, quella educativa, mediante l’istituzione di Scuole di arti e mestieri e l’avvio di manifatture (il lanificio, l’arazzeria, la stamperia ed una Scuola per le arti liberali, in cui insegnarono personalità artistiche di rilievo).

Nel 1862 venne costituita una commissione amministrativa di nomina comunale che subentrò alle precedenti amministrazioni ecclesiastiche.