La più grande Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) di Roma, per rilevanza patrimoniale e attività di assistenza svolta.

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Statuto Istituto Romano S.Michele

Deliberazione della Giunta Regionale 23 luglio 2019 n.490

LA GIUNTA REGIONALE

Su proposta del Presidente

VISTO lo Statuto della Regione;
– la legge regionale 18 febbraio 2002, n. 6 (Disciplina del sistema organizzativo della Giunta e del Consiglio e disposizioni relative alla dirigenza ed al personale regionale);

– il regolamento regionale 6 settembre 2002, n. 1 (Regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi della Giunta Regionale) e s.m.i.;

– la legge 7 agosto 1990, n. 241 (Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi) e s.m.i.;

– il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche) e s.m.i.;

– il decreto del Presidente della Repubblica 15 gennaio 1972, n. 9 (Trasferimento alle Regioni delle funzioni statali in materia di beneficenza pubblica);

– il decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616 (Attuazione della delega di cui all’art. 1 della legge 22 luglio 1975, n. 382);

– la legge 8 novembre 2000, n. 328 (Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali) e, in particolare, gli articoli 10 e 30;

– il decreto legislativo 4 maggio, 2001, n. 207 (Riordino del sistema delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, a norma dell’articolo 10 della legge 8 novembre 2000, n. 328), e, in particolare, l’articolo 21;

– la legge regionale 22 febbraio 2019, n. 2 (Riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB) e disciplina delle aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP);

– il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni);

– la legge regionale 10 agosto 2016, n. 11 (Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio) e, in particolare, l’articolo 38;

– la legge regionale 10 agosto 2016, n. 12 (Disposizioni per lasemplificazione, la competitività e lo sviluppo della regione);

– la deliberazione della Giunta regionale 18 luglio 2017, n. 419 (Indirizzi per l’introduzione di un organo di revisione contabile negli statuti delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza (II.PP.A.B.) del Lazio e modifica della deliberazione n. 429 del 04/08/2015 concernente “Vigilanza sull’attività delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza
(II.PP.A.B.)”;

– la deliberazione della Giunta regionale 5 giugno 2018, n. 268 con la quale è stato conferito al Dott. Valentino Mantini l’incarico di Direttore della Direzione regionale per l’Inclusione Sociale;

VISTO lo Statuto vigente dell’IPAB Istituto Romano di San Michele approvato con deliberazione della Giunta regionale del 20 gennaio 1998, n. 65;

ATTESO che
– con nota del 6 agosto 2015, prot. n. 0100774, acquisita agli atti d’ufficio in data 7 settembre 2015 con il n. prot. 474484, l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ha sollevato, per il tramite della Responsabile della Prevenzione della Corruzione della Regione Lazio – Ente vigilante sulle IPAB – censure in merito all’organizzazione e al funzionamento dell’Istituto Romano di San Michele, richiedendo di svolgere i necessari accertamenti;

– con nota del 13 agosto 2015, prot. n. 445616 la Responsabile della Prevenzione della Corruzione, ha invitato la struttura regionale all’epoca competente ad effettuare adeguati accertamenti in ordine ai fatti segnalati dall’Autorità Nazionale Anticorruzione;

– con atti di organizzazione n. G10731 del 10 settembre 2015 e n. G10802 del 14 settembre 2015 la predetta struttura regionale ha costituito una Commissione tecnico-amministrativa, per lo svolgimento degli accertamenti richiesti dall’ANAC e riguardanti il settore affidamenti, la gestione del personale e la gestione del patrimonio;

– in data 16 ottobre 2015, la Commissione tecnico-amministrativa ha trasmesso alla struttura regionale la relazione finale sugli accertamenti compiuti sulla gestione dell’Istituto Romano di San Michele, acquisita con prot. n. 558324;

– in considerazione degli esiti degli accertamenti svolti dalla citata Commissione, è stato avviato il procedimento di commissariamento dell’Ipab;

CONSIDERATO che
– con nota del 23 ottobre 2015, prot. 577868, integrata con successiva nota del 6 novembre 2015, prot. n. del 604554, la Direzione Regionale ha comunicato, conformemente alle previsioni di cui all’articolo 6 dello Statuto dell’Ipab, al Sindaco di Roma Capitale l’avvio del procedimento di revoca del Presidente dell’Istituto Romano di San Michele, illustrando
sinteticamente gli esiti degli accertamenti ispettivi effettuati, le violazioni di legge e di Statuto emerse e allegando la relazione finale della Commissione tecnico-amministrativa all’uopo costituita;

– con comunicazione inviata al Presidente della Regione il 13 gennaio 2016, acquisita agli atti d’ufficio in pari data, con prot. n. 14725, il Presidente dell’Istituto Romano di San Michele ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica con decorrenza dal 15 gennaio 2016;

– con nota prot. n. SP43 del 22 gennaio 2016 e n. SP82 del 10 febbraio 2016 l’Assessore regionale p.t. ha proposto al Commissario straordinario di Roma Capitale il commissariamento dell’IPAB Istituto Romano di San Michele;

– con nota del 17 febbraio 2016, prot. n. 11364, il Commissario straordinario di Roma Capitale ha prestato il proprio assenso alla proposta di designazione del Commissario straordinario dell’IPAB Istituto Romano di San Michele;

VISTE
– la deliberazione di Giunta Regionale 23 febbraio 2016, n. 53 con la quale è stato disposto il commissariamento dell’IPAB Istituto Romano di San Michele;

– la deliberazione della Giunta Regionale 1° marzo 2016, n. 79 di integrazione della deliberazione di Giunta Regionale del 23 febbraio 2016 n. 53;

CONSIDERATO che
– le richiamate DGR 53/2016 e 79/2016, stabilivano, tra l’altro, che il commissario dovesse presentare alla Regione la proposta di adeguamento dello Statuto dell’IPAB Istituto Romano di San Michele al principio di derivazione costituzionale di cui all’articolo 4 del d.lgs. n. 165/2001, relativo alla distinzione tra funzioni di indirizzo e controllo e quelle di
attuazione e gestione;

–  per le finalità di cui alle suddette DGR 53/2016 e 79/2016:
a. con deliberazione di Giunta regionale del 26 aprile 2017, n. 217 è stato disposto un nuovo commissariamento dell’IPAB de qua, nelle more dell’attivazione delle procedure finalizzate all’approvazione del nuovo Statuto, fino al 30 giugno 2017, al fine di garantire il corretto e
regolare svolgimento delle funzioni di competenza nonché l’ordinaria e la straordinaria amministrazione dell’Ente;
b. con successiva deliberazione di Giunta regionale del 20 giugno 2017, n. 359 il commissariamento dell’Ente è stato prorogato sino al 31 ottobre 2017 al fine di consentire la conclusione dell’iter finalizzato all’approvazione del nuovo Statuto;

ATTESO che, nel corso dei suddetti commissariamenti
– con nota del 14 aprile 2017, prot. 3306, acquisita agli atti d’ufficio in data 18 aprile 2017, con prot. 197854, il Commissario Straordinario allora in carica, Dott. Riccardo Casilli, nominato con decreto del Presidente della Regione Lazio del 4 marzo 2016, n. T00031, in prorogatio sino al 21 aprile 2017 e confermato, fino al 30 giugno 2017, con decreto del
Presidente della Regione Lazio del 25 maggio 2017, n. T00089, ha trasmesso la proposta di nuovo Statuto dell’Ipab;

– la struttura regionale competente in materia di IPAB ha espletato l’istruttoria sulla proposta trasmessa e, con nota dell’8 novembre 2017, prot. 564563, ha richiesto al commissario straordinario all’epoca in carica, Dott.ssa Elisabetta Maria Rita Longo, nominata con decreto del Presidente della Regione Lazio del 18 agosto 2017, n. T00151 e prorogata, sino al 31 ottobre 2017, con successivo decreto del Presidente della Regione Lazio del 13 ottobre 2017, di avviare le procedure di legge propedeutiche all’approvazione dello Statuto da parte della Regione Lazio;

– con successiva nota del 23 novembre 2017, prot. 594955, la struttura regionale competente ha invitato il commissario straordinario in carica, dott. Domenico Alessio, nominato con decreto del Presidente della Regione Lazio del 7 novembre 2017, n. T00200, a proseguire nell’iter di approvazione della proposta di nuovo Statuto;

– con successiva deliberazione di Giunta regionale del 21 dicembre 2017, n. 911, è stata disposta la proroga del commissariamento dell’IPAB Istituto Romano di San Michele sino al 30 ottobre 2018, nelle more delle procedure di approvazione del nuovo Statuto, al fine di garantire il corretto e regolare svolgimento delle funzioni di competenza nonché l’ordinaria e la straordinaria amministrazione dell’Ente;

– con decreto del Presidente della Regione Lazio del 5 febbraio 2018, n. T00049, è stato nominato commissario straordinario dell’Ipab, il dott. Domenico Alessio;

CONSIDERATO che
– con nota del 3 agosto 2018, prot. 6808 il commissario ha trasmesso la proposta di modifica dello Statuto, sulla quale è stata esperita istruttoria e formulati i primi rilievi con nota del 5 ottobre 2018, prot. 613666;

– con nota del 18 ottobre 2018, prot. 8430 è stata trasmessa una nuova proposta di modifica statutaria, rispetto alla quale, persistendo alcune criticità, sono stati formulati ulteriori rilievi con nota del 31 ottobre 2018, prot. 684139;

– a seguito di tali ultimi rilievi è stata trasmesso un nuovo testo dello Statuto, sul quale sono state rilevate numerose criticità, che necessitavano di approfondimenti;

– nelle more dell’istruttoria della citata proposta di Statuto il commissariamento è scaduto il 30 ottobre 2018;

– rispetto alle condizioni sottese all’originario commissariamento dell’Ipab, permaneva, comunque, quella relativa all’approvazione del nuovo testo dello Statuto, per adeguarlo al principio di derivazione costituzionale di cui all’articolo 4 del d.lgs. n. 165/2001, relativo alla distinzione tra funzioni di indirizzo e controllo e quelle di attuazione e gestione, nonché ad ogni ulteriore normativa applicabile alle II.PP.A.B.;

– con deliberazione della Giunta regionale dell’11 dicembre 2018, n. 796 è stato disposto, al fine di garantire il corretto e regolare svolgimento delle funzioni di competenza nonché l’ordinaria e la straordinaria amministrazione dell’Ente, un nuovo commissariamento dell’IPAB Istituto Romano di San Michele, per un periodo di 12 mesi, decorrenti dalla
pubblicazione sul BURL del decreto di nomina del commissario straordinario.

– con decreto del Presidente della Regione Lazio del 9 gennaio 2019, n. T00003 il dott. Vincenzo Gagliani Caputo è stato nominato commissario straordinario dell’Ipab;

ATTESO che
–  in data 27 febbraio 2019 è entrata in vigore la legge regionale 22 febbraio 2019, n. 2 (pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 26 febbraio 2019, n. 17), la quale, ispirandosi ai principi dettati dalla legge 8 novembre 2000, n. 328 e dal decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, disciplina il riordino delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (IPAB), con sede legale nel territorio del Lazio, prevedendone la trasformazione in aziende pubbliche di servizi alla persona (ASP), ovvero in persone giuridiche di diritto privato senza scopo di lucro, svolgenti attività di prevalente interesse pubblico;

– ai sensi dell’articolo 21 del decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207, con l’entrata in vigore della legge regionale di riordino della IPAB laziali, la legge 17 luglio 1890, n. 6972 recante “Norme sulle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza” è disapplicata;

– non sussiste, conseguentemente, l’obbligo per le IPAB che propongono modifiche allo Statuto di richiedere il parere prescritto dall’articolo 62 della legge 6972/1890 al comune ove ha sede legale;

PRESO ATTO che con nota del 14 maggio 2019, prot. 3444, acquisita agli atti d’ufficio in pari
data, con prot. 367294, il Segretario Generale dell’Ipab Istituto Romano di San Michele ha trasmesso il decreto del commissario straordinario del 14 maggio 2019, n. 24 inerente all’adozione dello Statuto dell’Istituto Romano di San Michele;

ATTESO che:
– la struttura regionale ha espletato la dovuta istruttoria sulla proposta di modifica dello Statuto dell’Istituto Romano di San Michele;

– il testo trasmesso risulta pienamente conforme al principio di derivazione costituzionale di cui all’articolo 4 del d.lgs. n. 165/2001, relativo alla distinzione tra funzioni di indirizzo e controllo e quelle di attuazione e gestione, nonché ad ogni ulteriore normativa applicabile alle IPAB;

– l’articolo 25 dello Statuto, rubricato “Disposizioni transitorie e finali”, ne dispone la permanenza in vigore sino alla trasformazione dell’IPAB in ASP ai sensi del d. lgs. 207/2001 e della legge regionale n. 2 del 2019;

– l’attuazione della predetta legge regionale n. 2 del 2019 è demandata, ai sensi del relativo articolo 20, ad appositi regolamenti che dovranno essere approvati dalla Giunta regionale;

– l’approvazione della predetta proposta costituisce specifico adempimento delle prescrizioni normative nonché degli indirizzi dell’ANAC e la conclusione del procedimento finalizzato a ricondurre alla legittimità l’organizzazione dell’Ipab;

– il commissario straordinario, ai sensi dell’articolo 23 comma 3 della l. r. 2/2019 permarrà in carica sino alla nomina dell’organo di amministrazione dell’ASP e, comunque, non oltre sei mesi dalla trasformazione dell’ente;

ATTESO che
– a conclusione dell’istruttoria la struttura regionale ha predisposto la proposta di deliberazione della Giunta regionale finalizzata all’approvazione del nuovo Statuto dell’Istituto Romano di San Michele;

– su proposta del Presidente della Regione Lazio, il testo di Statuto è stato emendato nella seduta della Giunta regionale del 25 giugno 2019 e approvato con deliberazione n. 409;

– successivamente all’approvazione del predetto Statuto è stata riscontrata la necessità di operare un ulteriore coordinamento delle relative disposizioni rispetto al testo originariamente trasmesso con la citata nota del 14 maggio 2019, prot. 3444;

– detto coordinamento è stato effettuato dalla struttura regionale in raccordo con il commissario straordinario dell’Ipab;

RITENUTO pertanto, necessario
1. revocare la deliberazione della Giunta regionale 25 giugno 2019, n. 409 recante “Approvazione del nuovo Statuto dell’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza Istituto Romano di San Michele con sede in Roma”;
2. approvare, nelle more della trasformazione dell’IPAB in ASP, il nuovo Statuto dell’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza Istituto Romano di San Michele con sede in Roma, di cui all’allegato “A”, parte integrante e sostanziale del presente atto.

DELIBERA per le motivazioni di cui in premessa che integralmente si richiamano,
di revocare la deliberazione della Giunta regionale 25 giugno 2019, n. 409 recante “Approvazione del nuovo Statuto dell’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza Istituto Romano di San Michele con sede in Roma”

– di approvare, nelle more della trasformazione dell’IPAB in ASP, il nuovo Statuto dell’Istituto Romano di San Michele, di cui all’allegato “A”, che costituisce parte integrante e sostanziale del presente atto.

La presente deliberazione non comporta oneri a carico del bilancio regionale.

La presente deliberazione è pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio.

Avverso il presente atto è ammesso ricorso giurisdizionale al TAR Lazio nel termine di 60 gg. o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica nel termine di 120 gg. dalla pubblicazione
sul BURL.

STATUTO
ISTITUTO ROMANO DI SAN MICHELE
Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza

Premesse

L’Istituto Romano di San Michele che è la più grande Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza (Ipab) di Roma, per rilevanza patrimoniale e attività di assistenza svolta; è nato dalla fusione di due Enti di assistenza e beneficenza: “Ospizio di San Michele” e “Orfanotrofio di Santa Maria degli Angeli”, disposta con Regio decreto Legge 7 giugno 1928 n. 1353. Con lo stesso Decreto legge, l’Istituto venne ad assumere l’attuale denominazione. Attraverso la vendita di uno degli Istituti appartenenti all’Orfanotrofio di Santa Maria degli
Angeli, fu realizzata, nel 1937, l’odierna sede dell’Istituto, in piazzale Antonio Tosti.
Oggi il comprensorio istituzionale è costituito da 12 edifici multipiano inseriti in un ampio parco verde che si estende su un’area di circa 12 ettari a ridosso della zona archeologica del Parco Regionale dell’Appia Antica. Il primo nucleo fu fondato nel 1582, sotto il papato di Sisto V, in un periodo che vedeva la nascita di diversi istituti di beneficenza per contrastare principalmente il dilagare dell’accattonaggio, lenire le sofferenze degli indigenti e provvedere all’assistenza degli orfani. Il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, oggi sede di Uffici del Ministero per i Beni e le Attività culturali, nacque nel 1686 come Istituto Apostolico San Michele, sotto il pontificato di Innocenzo XI Odescalchi.
In Europa venne considerato un modello di organizzazione di assistenza pubblica che ospitava, oltre agli orfani ed ai ragazzi bisognosi, anche vecchi e ‘zitelle’.

INDICE

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO I: Natura giuridica
Art. 1 – Natura giuridica …………………………………………………….pag.4
CAPO II: Finalità, principi e ambito territoriale
Art. 2 – Finalità e principi degli interventi…………………………….pag.4
Art. 3 – Ambito territoriale d’intervento………………………………pag.5
CAPO III: Organizzazione dei servizi e delle attività
Art. 4 – Organizzazione dei servizi e delle attività………………..pag.5
Art. 5 – Forme contrattuali di gestione dei servizi,
accordi di programma………………………………………….pag.6
Art. 6 – Organismi di partecipazione e rappresentanza………..pag.6

TITOLO II – ORGANI
CAPO I: ORGANI
Art. 7 – Organi dell’Istituto………………………………………………………………pag.6
CAPO II: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Art. 8 – Consiglio di amministrazione……………………………………………….pag. 6
Art. 9 – Presidente del Consiglio di amministrazione……………………….pag.7
Art. 10 – Compiti del Consiglio di amministrazione………………………….pag.8
Art. 11 – Cause di incompatibilità e di
inconferibilità………………………………………………………………………………….pag.8
CAPO III: IL SEGRETARIO GENERALE
Art.12 Nomina, revoca e trattamento giuridico ed economico…………pag. 8
Art. 13 – Funzioni……………………………………………………………………………..pag.9
CAPO IV: ORGANO DI REVISONE CONTABILE
Art. 14 – Nomina, revoca e compenso……………………………………………..pag.10
Art. 15 – Funzioni…………………………………………………………………………….pag.10

TITOLO III – ORGANIZZAZIONE, UFFICI, DIRIGENZA, PERSONALE
Art. 16 – Organizzazione…………………………………………………………………….pag.11
Art.17 – Regolamenti di organizzazione degli uffici,
dei servizi, delle attività……………………………………………………….pag.11
Art. 18 – Dirigenza……………………………………………………………………………..pag.12
Art. 19 – Incarichi a contratto…………………………………………………………….pag.12
Art. 20 – Personale……………………………………………………………………………pag.12
TITOLO IV – PATRIMONIO
Art. 21 – Patrimonio……………………………………………………………………………pag.12
TITOLO V – ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTABILE
Art. 22 – Autonomia finanziaria……………………………………………………………pag.13
Art. 23 – Principi generali……………………………………………………………………pag.13
Art. 24 – Tesoreria………………………………………………………………………………pag.14
TITOLO VI – VIGILANZA E CONTROLLO REGIONALE
Art. 25– Vigilanza e controllo regionale………………………………………………pag.14
TITOLO VII – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art. 26 – Disposizioni transitorie e finali……………………………………………..pag.14

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI
CAPO I: Natura giuridica
Art. 1 – Natura giuridica.
1. L’Istituto Romano di San Michele, sorto nel 1928 dalla fusione dell’Ospizio “S. Michele” e
dall’Orfanotrofio di “S. Maria degli Angeli”, è un’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza
(IPAB), con sede legale in Roma, Piazzale Antonio Tosti, n. 4.
2. L’Istituto ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è dotato di autonomia giuridica ed
amministrativa, in particolare statutaria, patrimoniale, contabile e gestionale, ed opera senza fini di
lucro.
3. L’attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità,
di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza.
4. L’organizzazione dell’Istituto si conforma al principio della distinzione tra poteri di indirizzo e
programmazione, spettanti all’organo politico, e poteri di gestione attribuiti al Segretario Generale
ed ai dirigenti.
CAPO II: Finalità, principi e ambito territoriale
Art. 2 – Finalità e principi degli interventi
1. L’Istituto ha come finalità l’erogazione di servizi sociali, socio – assistenziali e socio – sanitari, ed in
particolare:
a. assistenza agli anziani e ai soggetti con patologie assimilabili a quelle dell’età senile;
b. assistenza alle persone adulte che versano in stato di bisogno sociale e socio-sanitario, incluse le
persone con disabilità, per assicurare loro una migliore qualità della vita;
c. servizi sociali e socio-sanitari, servizi assistenziali a favore di fasce di popolazione in condizione di
disagio socio-economico.
2. L’Istituto svolge la propria attività nel rispetto delle finalità e dei principi indicati dalle leggi nazionali
e regionali in tema di promozione della cittadinanza sociale e dei sistemi integrati di interventi e
servizi sociali, ed in particolare:
a. rispetto della dignità della persona e garanzia di riservatezza;
b. efficacia, adeguatezza e personalizzazione degli interventi nelle forme previste dalle disposizioni
vigenti.
3. L’Istituto cura la promozione, la formazione e l’aggiornamento professionale di quanti operano in
ambito educativo, formativo e sociale.
30/07/2019 – BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE LAZIO – N. 61 Pag. 71 di 478
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Art. 3 – Ambito territoriale d’intervento
1. L’Istituto ha come finalità l’organizzazione delle attività e dei servizi di cui all’art. 2 nell’ambito
territoriale di Roma Capitale, in particolare dell’VIII Municipio, e di quello della Regione Lazio.
CAPO III: Organizzazione dei servizi e delle attività
Art. 4 – Organizzazione dei servizi e delle attività
1. L’Istituto eroga i servizi e le attività di cui all’art. 2, di norma, in forma diretta a mezzo della propria
struttura organizzativa.
2. L’Ente, qualora necessario, richiede l’accreditamento istituzionale per le prestazioni previste nei
propri programmi di attività sanitaria, secondo quanto disposto dalla normativa nazionale e
regionale di riferimento.
3. L’Istituto, nell’ambito del campo socio-assistenziale, promuove e partecipa a programmi di
sperimentazione e di innovazione, coerentemente con le proprie finalità e con la propria
programmazione economica.
4. L’Istituto promuove attività di formazione, aggiornamento ed istruzione orientate al personale
interno, quale strumento della qualità ed efficacia degli interventi e dei servizi, per favorire
l’integrazione professionale e lo sviluppo dell’innovazione organizzativa e gestionale.
5. L’Istituto svolge altresì attività di formazione ed istruzione orientate anche a discenti esterni,
attraverso l’organizzazione di corsi e programmi formativi, inerenti allo scopo sociale, ai servizi e
alle attività, erogate anche attraverso l’istituzione di corsi abilitanti di formazione. A tali scopi
l’Istituto richiede i relativi accreditamenti.
6. L’Istituto valorizza l’apporto del volontariato e del terzo settore, nelle forme previste dalle
disposizioni vigenti.
Art. 5 – Forme contrattuali di gestione dei servizi, accordi di programma
1. L’Istituto, per l’erogazione e la gestione dei servizi indicati di cui all’art. 2, può ricorrere alle forme
contrattuali, compresi appositi contratti di servizio, previste dalla legislazione nazionale e regionale
vigente in materia e applicabile alle II.PP.A.B..
2. Per la definizione e l’attuazione di interventi che richiedono l’azione integrata di altri soggetti
pubblici, l’Ente può promuovere e/o partecipare ad accordi di programma inerenti alla
programmazione del sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali e socio-sanitari.

Art. 6 – Organismi di partecipazione e rappresentanza
1. Al fine di mantenere e consolidare i legami con le comunità locali, l’Istituto attiva forme di
partecipazione e di rappresentanza degli interessi degli utenti dei servizi e dei cittadini del
territorio nel quale insistono le attività istituzionali, attraverso un Organismo di rappresentanza e
lo svolgimento delle relative attività disciplinate da un apposito e condiviso regolamento.
2. Scopi principali, ma non esaustivi, dell’Organismo sono la promozione della partecipazione e della
solidarietà, ivi comprese le attività di volontariato, e l’attivazione di iniziative di informazione e
divulgazione delle attività dell’Istituto.
TITOLO II – ORGANI
CAPO I: ORGANI
Art. 7 – Organi dell’Istituto
1. Gli organi dell’Istituto sono:
a) di indirizzo politico-amministrativo:
– il Presidente e il Consiglio di Amministrazione
b) di gestione:
– il Segretario Generale;
c) di controllo interno:
– l’Organo di revisione.
2. I predetti Organi, ciascuno nell’ambito delle rispettive competenze e responsabilità, svolgono le
funzioni al fine di assicurare il buon andamento e l’imparzialità dell’Ente.
CAPO II: IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Art. 8 – Consiglio di amministrazione
1. Il Consiglio di amministrazione dell’Istituto è l’organo di indirizzo politico-amministrativo e si
compone di tre membri, compreso il Presidente.
2. Il Consiglio di Amministrazione dell’Istituto ha durata non superiore a 5 anni; i componenti sono
nominati, per non più di due mandati consecutivi, dal Presidente della Regione e sono così designati:
a. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione dal Presidente della Regione Lazio di intesa con
il Sindaco di Roma Capitale;
b. un consigliere da parte del Sindaco di Roma Capitale;
c. un consigliere da parte del Presidente della Regione.
2. Le designazioni sono effettuate almeno sessanta giorni prima della scadenza del Consiglio di amministrazione in carica e le nomine sono obbligatoriamente effettuate nei trenta giorni antecedenti a tale scadenza. Qualora i soggetti titolari delle designazioni non vi provvedano entro detto termine, il Presidente della Regione provvede indipendentemente dalle designazioni nei successivi trenta giorni.
4. I componenti del Consiglio di amministrazione operano senza vincolo di mandato e possono essere revocati nelle ipotesi previste dalla legge e dallo statuto.
5. Le dimissioni o la cessazione dalla carica della maggioranza dei componenti del Consiglio di amministrazione determina la decadenza dell’intero collegio. In tal caso, il Presidente della Regione provvede alla nomina di un commissario, secondo quanto previsto dall’articolo 34 della l.r. 12/2016, per la temporanea gestione dell’ente, con il compito di procedere alla ricostituzione degli organi ordinari, dandone tempestiva
comunicazione alla Regione ed ai comuni interessati.
6. Al Presidente del Consiglio di amministrazione è corrisposta un’indennità pari alla metà del compenso spettante al Sindaco di Roma Capitale.
7. Ai Consiglieri di amministrazione è corrisposta un’indennità pari ad un quarto del compenso spettante al Sindaco di Roma Capitale.
8. Nessun compenso è dovuto al Presidente e ai componenti del Consiglio di Amministrazione nel caso in cui l’Istituto riceva in via ordinaria contributi o utilità comunque denominati da parte della Regione Lazio o di altre Pubbliche Amministrazioni. In tal caso è possibile dar luogo esclusivamente ad un rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate.

Art. 9 – Presidente del Consiglio di Amministrazione
1. Il Presidente del Consiglio di amministrazione è il legale rappresentante dell’Istituto, vigila sul buon
andamento dell’ente e sull’esecuzione delle deliberazioni adottate.
2. Il Presidente convoca e presiede il Consiglio di Amministrazione, determina l’ordine del giorno, esercita
poteri di direzione dei lavori e vigila sull’esecuzione delle deliberazioni adottate dal Consiglio di
Amministrazione.
3. Nel caso di assenza o di impedimento temporaneo del Presidente, nonché in caso di vacanza della carica
e sino alla nuova nomina, le funzioni sono esercitate dal consigliere di amministrazione più anziano per età.

Art. 10 – Compiti del Consiglio di amministrazione
1. Il Consiglio di amministrazione esercita le funzioni di programmazione, di indirizzo e controllo, e in particolare:
a) adotta lo statuto e le relative modifiche;
b) approva i regolamenti;
c) adotta i piani e i programmi, in coerenza con gli atti di programmazione regionale in materia, indicando indirizzi ed obiettivi della gestione;
d) approva il bilancio di previsione e il conto consuntivo, oltre a tutti gli atti, comunque denominati,
di rendicontazione sulla gestione economico-finanziaria e patrimoniale;
e) verifica la rispondenza dei risultati della gestione con gli obiettivi indicati;
f) nomina, su proposta del Presidente, il Segretario Generale ed assegna allo stesso le risorse umane e finanziarie necessarie al raggiungimento degli obiettivi fissati;
g) approva la dotazione organica e il piano di fabbisogno del personale su proposta del Segretario Generale;
h) delibera i programmi di dismissione, conservazione, valorizzazione ed acquisto di beni immobili nel rispetto delle prescrizioni regionali;
i) approva le proposte di contratti di servizio;
l) delibera la partecipazione in organismi di natura pubblica o privata e designa i propri
rappresentanti negli stessi;
m) provvede all’attivazione delle forme di partecipazione, in particolare degli utenti dei servizi e dei loro familiari;
n) nomina l’organo di revisione contabile.
Art. 11 – Cause di incompatibilità e di inconferibilità
1. Non può essere nominato Presidente o componente del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto chi
versa in una delle cause di incompatibilità o ineleggibilità previste dalla normativa vigente all’atto delle
nomine stesse.
CAPO III: IL SEGRETARIO GENERALE
Art. 12 – Nomina, revoca, trattamento giuridico ed economico
1. Il Segretario Generale è nominato dall’organo di indirizzo politico – amministrativo, a seguito di procedura ad evidenza pubblica tra i soggetti in possesso di laurea specialistica e di comprovata esperienza professionale e funzionale, adeguata allo svolgimento dello specifico incarico.
2. L’incarico è conferito con contratto di diritto privato a tempo determinato ex D. Lgs. 165/2001, per un periodo massimo di 5 anni, e può essere riconfermato.
3. Al Segretario Generale è attribuito il trattamento economico nell’ambito di quanto stabilito dai Contratti Collettivi Nazionali delle Funzioni Locali per il personale dirigenziale.
4. Ai fini del perseguimento del principio di economicità, il compenso non può comunque essere superiore a quello dei dirigenti non generali delle strutture amministrative della Regione Lazio.
5. Il contratto di lavoro può essere risolto prima della scadenza naturale nei seguenti casi:
a. grave violazione di legge, regolamento e statuto;
b. grave inosservanza degli indirizzi politico-amministrativi impartiti dal Consiglio di
amministrazione;
c. giusta causa ex art. 2119 c.c.;
d. mancato raggiungimento degli obiettivi;
e. sopravvenuta causa di incompatibilità non rimossa nei termini di legge;
f. altri motivi previsti dal contratto di lavoro.
6. In caso di assenza o impedimento, il Segretario Generale è sostituito dal Direttore Amministrativo. In caso di contemporanea assenza del Segretario Generale e del Direttore Amministrativo, le mansioni sono temporaneamente assunte da altro Dirigente previamente individuato dal Segretario Generale.
Art. 13 – Funzioni
1. Al Segretario Generale compete l’adozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi, compresi
quelli che impegnano l’Ente verso l’esterno, con esclusione di quelli riservati all’Organo di indirizzo
politico o attribuiti/delegati ai Dirigenti.
2. In particolare al Segretario Generale compete:
a. sovraintendere alla gestione dell’Istituto, dirigendo e coordinando la struttura ai fini
dell’attuazione dei piani e dei programmi dell’Ente;
b. collaborare con l’organo di indirizzo politico – amministrativo, esprimendo il parere di legittimità
sugli atti adottati e formulando proposte nelle materie di propria competenza;
c. adottare tutti provvedimenti organizzativi e strumentali finalizzati al conseguimento degli
obiettivi fissati dall’organo di indirizzo politico – amministrativo;
d. provvedere, nell’ambito della dotazione organica e secondo le normative vigenti, all’assunzione
del personale ed al conferimento di incarichi di collaborazione e consulenza nonché di assistenza
legale;
e. adottare i provvedimenti disciplinari secondo le norma vigenti;
f. curare la redazione e l’aggiornamento annuale dell’inventario dei beni immobili e mobili;
g. curare le procedure e gli atti di gestione del patrimonio in esecuzione delle direttive impartite
dall’organo di indirizzo politico – amministrativo;
h. determinare annualmente, sulla base dei criteri fissati dal l’organo di indirizzo politico –
amministrativo, le rette degli ospiti;
i. proporre all’organo di indirizzo politico – amministrativo, in base alle esigenze di gestione ed ai
programmi dell’Ente, lo schema di bilancio annuale e pluriennale e le eventuali variazioni che
dovessero rendersi necessarie nel corso dell’esercizio;
j. sottoporre all’organo di indirizzo politico – amministrativo lo schema del conto consuntivo, del
conto economico e del conto patrimoniale;
k. cura le procedure di appalto per l’esecuzione di opere, per l’acquisizione di servizi, forniture e
lavori;
l. adottare tutti gli atti nelle materie e nei limiti cui all’art. 16 del D. Lgs. n. 165/2001;
m. svolge le funzioni di segretario del Consiglio.
CAPO IV: ORGANO DI REVISONE CONTABILE
Art. 14 – Nomina, compenso e revoca
1. L’organo di indirizzo politico – amministrativo, previa procedura ad evidenza pubblica, nomina l’Organo di Revisione, in forma monocratica, tra gli iscritti nel registro dei Revisori Legali, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per un periodo di tre anni, rieleggibile solamente una volta.
2. Il compenso è stabilito dall’organo di indirizzo politico nei limiti fissati dalla deliberazione della Giunta della Regione Lazio n. 419 del 18/7/2017.
3. L’Organo di Revisore è revocato dall’organo di indirizzo politico nel rispetto del giusto procedimento qualora nello svolgimento delle proprie funzioni incorra in gravi inadempienze.
4. L’esercizio delle funzioni del Revisore Legale è incompatibile con qualsiasi altra attività resa a favore
dell’Istituto.
5. L’Ente comunica al proprio Tesoriere, entro 20 giorni dall’avvenuta nomina, il nominativo del
Revisore Legale cui è affidato l’incarico.
Art. 15 – Funzioni
1. Svolge attività di collaborazione con l’organo di indirizzo politico ed il Segretario Generale;
2. Esprime pareri in materia di:
a) proposta di bilancio di previsione annuale e pluriennale nonché sulle e relative variazioni;
b) modalità di gestione dei servizi;
c) proposte di riconoscimento dei debiti fuori bilancio e transazioni;
d) proposta di regolamento di contabilità;
e) proposta di regolamento del patrimonio.
3. Vigila sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione, con particolare riguardo all’amministrazione dei beni.
4. Redige la relazione sullo schema di rendiconto entro 20 giorni dalla trasmissione dello stesso. La relazione contiene l’attestazione sulla corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione nonché rilievi, considerazioni e proposte per un miglioramento dell’efficienza, produttività ed economicità della gestione.
5. Al fine di garantire l’adempimento delle funzioni di cui sopra, l’Organo di revisione ha diritto di accesso agli atti e ai documenti dell’Ente.

TITOLO III – ORGANIZZAZIONE, UFFICI, DIRIGENZA E PERSONALE
Art. 16 – Organizzazione
1. L’Istituto è articolato in direzioni, aree e servizi.
2. Le competenze, l’organizzazione e le dotazioni di personale sono disciplinate dal Regolamento di Organizzazione degli Uffici e dei Servizi.
3. Il Segretario Generale sovraintende alla gestione dell’Istituto ed esercita i poteri di direzione e controllo sui Dirigenti.
Art. 17 – Regolamenti di organizzazione degli uffici, dei servizi, delle attività
1. L’organizzazione dell’Istituto, per tutti gli aspetti attinenti all’operatività ed alla funzionalità della struttura, alla gestione delle risorse umane, strumentali ed economico – finanziarie, alla pianificazione ed alla programmazione del lavoro ed alle modalità operative di erogazione dei servizi, è disciplinata con Regolamenti, che stabiliscono altresì le procedure di selezione e di avviamento, i requisiti di accesso e le modalità di assunzione, nel rispetto della normativa vigente.
2. Sono oggetto di regolamento:
a. l’organizzazione e il funzionamento degli uffici;
b. il piano del fabbisogno del personale, le modalità di conferimento degli incarichi, i doveri, i
diritti, le attribuzioni e le mansioni del personale;
c. i requisiti e le modalità di accesso e accoglienza delle persone nelle proprie strutture, di
erogazione dei servizi, di pagamento delle rette, di dimissioni degli ospiti;
d. il funzionamento delle strutture dell’assistenza;
e. l’assegnazione in locazione degli immobili di proprietà dell’Istituto;
f. ogni altra materia ritenuta meritevole di una disciplina generale.

Art. 18 – Dirigenza
1. L’Istituto, nei limiti di quanto previsto dalla dotazione organica, può avvalersi di figure dirigenziali, coordinate dal Segretario Generale, per la gestione di specifiche funzioni.
2. I Dirigenti, nei limiti delle competenze attribuite a ciascuno di loro, adottano tutti i provvedimenti
organizzativi e strumentali finalizzati al conseguimento degli obiettivi fissati.
3. I Dirigenti sono responsabili dei risultati dell’attività svolta nei settori cui sono preposti, dei programmi e progetti loro affidati e rispondono al Segretario Generale dei risultati raggiunti.
4. Il compenso annuo dei Dirigenti non può eccedere l’80% di quello previsto per i Dirigenti di area della Regione Lazio.
Art.19 – Incarichi a contratto
1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e servizi stabilisce i limiti, i criteri e le modalità con cui
possono essere stipulati, al di fuori della dotazione organica, contratti a tempo determinato per i
dirigenti e le alte specializzazioni, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire.
2. Tali contratti possono essere stipulati in misura complessivamente non superiore al 10% del totale
della dotazione organica della dirigenza e dell’area direttiva e comunque per almeno una unità.
Art. 20 – Personale
1. L’Istituto, per l’esercizio delle proprie funzioni e per la realizzazione dei propri obiettivi, si avvale di
personale dipendente, nei limiti della dotazione organica adottata.
2. Lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale sono disciplinati dal D. Lgs. 165/2001,
dai Contratti Collettivi Nazionali dei Comparti delle Funzioni Locali e della Sanità ed è oggetto di
contrattazione decentrata nelle materie ad essa riservate.
3. Le procedure di selezione, i requisiti di accesso o le modalità di assunzione sono disciplinati da
apposito regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi di cui all’art. 16, sulla base di quanto
previsto dal D. Lgs. 165/2001 e dalle normative di settore.
TITOLO IV – PATRIMONIO
Art. 21 – Patrimonio
1. Il Patrimonio dell’Istituto è costituito da tutti i beni mobili e immobili ad esso appartenenti, nonché da tutti i beni comunque acquisiti nell’esercizio della propria attività o a seguito di atti di liberalità.
2. Funzioni primarie dell’Istituto sono la conservazione e la valorizzazione del patrimonio, fonte di finanziamento per il raggiungimento delle finalità di cui al titolo I, capo II, art. 2, dello Statuto.
3. I beni mobili e immobili dell’Istituto sono inventariati ed aggiornati annualmente.
4. I beni immobili sono di norma dati in locazione o in affitto a condizioni di mercato, salva la facoltà dell’Istituto di disporne il godimento a titolo diverso, qualora ritenuto funzionale al raggiungimento degli scopi istituzionali dell’Ente.
5. Sui beni direttamente destinati all’attività istituzionale è apposto il vincolo di destinazione, che vale come titolo di indisponibilità ex art. 828 c.c.
6. Il vincolo dell’indisponibilità dei beni va a gravare:
a) in caso di sostituzione di beni mobili, per degrado o adeguamento tecnologico, sui beni acquistati in sostituzione;
b) in caso di trasferimento dei servizi pubblici in altri immobili appositamente acquistati o
ristrutturati, sui nuovi immobili.
7. I beni mobili e immobili sostituiti entrano automaticamente a far parte del patrimonio disponibile.
8. Gli atti di alienazione del patrimonio sono assoggettati alla normativa in materia applicabile alle II.PP.A.B. e alle direttive regionali.
TITOLO V – ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTABILE
Art. 22 – Autonomia finanziaria
1. L’Istituto gode di autonomia finanziaria assicurata dalle rendite del patrimonio, dai corrispettivi per
i servizi resi, da eventuali trasferimenti di enti pubblici o privati, da atti di liberalità.
Art. 23 – Principi generali
1. L’Ente ispira la propria gestione al principio della programmazione. A tal fine adotta un documento
di programmazione riferito ad un orizzonte temporale triennale, dandone tempestiva comunicazione
alla Regione Lazio ed a Roma Capitale, e adotta il bilancio di previsione entro il 31 dicembre dell’anno
precedente.
2. Le previsioni di bilancio sono elaborate sulla base delle linee contenute nel documento di
programmazione osservando, nella sua formazione e gestione, nelle more della riforma regionale
delle II.PP.A.B., i principi contabili di cui al D. Lgs.267/2000 e ss.mm.ii., nonché le eventuali
disposizioni regionali in materia.
3. L’esercizio finanziario inizia il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
4. Se il bilancio di previsione dell’Ente non è approvato entro il 31 dicembre dell’anno precedente, la gestione si svolge nel rispetto dei principi della contabilità finanziaria riguardanti l’esercizioprovvisorio e la gestione provvisoria.
Art. 24 – Tesoreria
1. Il servizio di tesoreria e di cassa è svolto da un istituto bancario, a mezzo di apposita convenzione
stipulata in esito all’ espletamento di procedura di gara ad evidenza pubblica, in conformità alla
normativa vigente.
2. Il tesoriere è tenuto a prestare cauzione e ad adempiere a tutti gli obblighi e oneri previsti dalla legge.
3. I mandati di pagamento e le reversali di incasso, al fine di costituire titolo di scarico per il tesoriere,
sono sottoscritti dal Segretario Generale e dal responsabile dell’Ufficio Ragioneria.
TITOLO V– VIGILANZA E CONTROLLO REGIONALE
Art. 25 – Vigilanza e controllo regionale
1. Ai sensi della normativa vigente, l’Istituto è sottoposto da parte della Regione Lazio a vigilanza e
controllo sull’attività amministrativa e sulla gestione del patrimonio;
2. A tal fine l’Istituto trasmette alla Direzione Regionale competente tutti gli atti espressamente
sottoposti a controllo.
3. Lo Statuto e le relative modifiche, su proposta dell’Ente e acquisito il parere obbligatorio di Roma
Capitale, sono approvate dalla Giunta Regionale.
4. Entro il 30 giugno di ogni anno l’Istituto trasmette alla suddetta Direzione, una relazione illustrativa
sull’attività svolta dall’Ente e su eventuali criticità rilevate nel corso dell’anno precedente.
5. L’Istituto procede all’adeguamento dello Statuto, dei regolamenti interni e delle attività agli atti di
indirizzo generali emanati dalla Regione Lazio nell’ambito dei poteri di vigilanza e controllo.
TITOLO VI – DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
Art. 26– Disposizioni transitorie e finali
1. Il presente Statuto resta in vigore fino alla trasformazione dell’IPAB in ASP ai sensi del D.Lgs. 4 maggio 2001, n.207 e della legge della Regione Lazio 22 febbraio 2019, n.2.