Istituto Romano San Michele

Il San Michele guarda al futuro: il nuovo welfare per le persone fragili raccontato da RomaToday

Nuovo welfare per le persone fragili: il San Michele programma il futuro Più servizi, nuove progettualità e una visione integrata per rispondere ai bisogni della comunità. Dall’assistenza alla giustizia riparativa, dalla protezione delle donne alla valorizzazione del patrimonio: l’ASP San Michele rafforza il proprio ruolo nel welfare della Capitale. Mettere al centro le persone significa prima di tutto saper ascoltare i bisogni che cambiano e trasformarli in risposte concrete. È da questa consapevolezza che prende forma la programmazione dell’ASP Istituto Romano di San Michele per il triennio 2026-2028: un percorso che punta a rafforzare i servizi esistenti, sviluppare nuove progettualità e costruire un modello di welfare sempre più capace di intercettare le diverse forme della fragilità. Un percorso che ha ricevuto anche l’attenzione di RomaToday, che ha dedicato un approfondimento al nuovo modello di welfare dell’Istituto, raccontando le principali progettualità e le nuove risposte messe in campo per le persone fragili.   Leggi l’approfondimento di RomaToday – “Nuovo welfare per persone fragili” (CLICCA QUI) L’attenzione di una testata come RomaToday rappresenta un importante riconoscimento per il lavoro svolto dall’ASP e, allo stesso tempo, un’occasione per raccontare alla città una realtà che, partendo da una lunga storia assistenziale, sta evolvendo per affrontare le sfide sociali del presente e del futuro. Dalla tradizione assistenziale a un welfare che guarda al futuro La Casa di Riposo, la RSA e il Centro Diurno per malati di Alzheimer rappresentano alcuni dei servizi attraverso cui il San Michele da anni svolge la propria missione sociale. A questa offerta si sono aggiunte nuove progettualità, con l’obiettivo di ampliare la capacità dell’Istituto di accompagnare le persone nelle diverse fasi della fragilità. Tra queste assume particolare rilievo il servizio di reintegrazione familiare e sociale per pazienti post-comatosi, attivo dal 2025. Il progetto nasce dalla necessità di dare continuità al percorso della persona anche dopo la fase ospedaliera e riabilitativa, accompagnandola nel ritorno alla dimensione familiare e sociale e favorendo, quando possibile, un progressivo recupero dell’autonomia. È un approccio che va oltre la semplice erogazione di una prestazione: significa prendere in carico la persona nella sua complessità, costruendo percorsi personalizzati e mettendo in relazione servizi, famiglie e territorio. Nuove frontiere: giustizia riparativa e sostegno alle vittime L’innovazione dell’ASP San Michele non riguarda soltanto l’ambito assistenziale in senso tradizionale. Tra le progettualità che caratterizzano il nuovo corso dell’Istituto ci sono anche la giustizia riparativa e il sostegno alle vittime di reato, attraverso il Centro Astrea e il programma “Giustizia In Itinere”. Si tratta di esperienze che mettono al centro l’ascolto, la responsabilizzazione, l’inclusione e la possibilità di ricomporre, laddove possibile, le fratture provocate dal conflitto e dal reato. Una prospettiva che amplia il concetto stesso di welfare e che riconosce nella relazione, nell’ascolto e nella responsabilizzazione strumenti fondamentali per costruire percorsi di inclusione sociale. La qualità e l’originalità di questo modello hanno trovato anche una dimensione internazionale: nel maggio 2026 l’esperienza è stata presentata a Malta, nell’ambito della European Social Services Conference 2026, portando all’attenzione di una platea internazionale una progettualità sviluppata nel contesto sociale romano. Proteggere le donne, costruire percorsi di autonomia Un altro importante tassello della programmazione riguarda il contrasto alla violenza di genere. Presso la sede dell’Istituto si sono conclusi i lavori per gli spazi destinati al Centro antiviolenza e alla Casa rifugio per donne vittime di violenza della Regione Lazio. La disponibilità di luoghi sicuri rappresenta un elemento fondamentale della rete di protezione: ma la protezione è soltanto il primo passo. L’obiettivo è infatti contribuire a creare le condizioni perché le donne possano intraprendere un percorso di uscita dalla violenza, recuperare autonomia e ricostruire il proprio progetto di vita. Anche in questo ambito il San Michele mette a disposizione il proprio patrimonio e le proprie competenze per rafforzare la rete territoriale dei servizi e rispondere a una delle emergenze sociali più urgenti del nostro tempo. Il patrimonio storico come risorsa per la comunità La programmazione dell’ASP guarda però anche oltre i servizi alla persona. Il patrimonio storico e culturale dell’Istituto costituisce una risorsa da valorizzare e restituire sempre più alla comunità. In questa prospettiva si inserisce il progetto di riapertura della Chiesa di Santa Caterina dei Funari, che rappresenta non soltanto un intervento di recupero e valorizzazione, ma anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra il San Michele, il territorio e la città. La cura del patrimonio diventa così parte di una visione più ampia: un ente pubblico che si prende cura delle persone, ma anche dei luoghi e della memoria collettiva. Una gestione solida per investire nel futuro Innovare e ampliare i servizi richiede naturalmente anche una gestione economica capace di sostenere gli investimenti. In questo quadro assume particolare significato il risultato del Bilancio 2025, che si è chiuso con un utile di 3,3 milioni di euro, in crescita rispetto ai circa 2 milioni dell’esercizio precedente. La solidità economica rappresenta una condizione essenziale per poter programmare interventi, sviluppare nuovi servizi e valorizzare il patrimonio senza perdere di vista la missione istituzionale. Il risultato economico, quindi, non viene considerato come un punto di arrivo, ma come una leva per continuare a investire nella qualità dei servizi e nella capacità dell’Istituto di rispondere ai bisogni della comunità. “Non limitarci a gestire l’esistente, ma programmare il futuro” È questa la prospettiva che sintetizza il nuovo corso dell’ASP San Michele. «Abbiamo scelto di cambiare metodo: non limitarci a gestire l’esistente, ma programmare il futuro», spiega il presidente Giovanni Libanori. Una frase che racchiude una precisa idea di amministrazione e di servizio pubblico: conoscere ciò che già esiste, consolidare ciò che funziona, ma allo stesso tempo avere la capacità di guardare avanti, anticipare i bisogni e costruire nuove risposte. Il welfare del futuro, infatti, non può essere soltanto assistenza. Deve essere anche prevenzione, inclusione, autonomia, protezione, partecipazione e capacità di creare nuove opportunità. Un modello integrato per una comunità più inclusiva Il percorso intrapreso dall’ASP Istituto Romano di San Michele mette insieme dimensioni diverse ma profondamente connesse: l’assistenza agli anziani e alle persone fragili, il sostegno alle vittime, la giustizia

Festa di San Michele Arcangelo 2026: grazie a tutti i partecipanti

La Festa di San Michele Arcangelo 2026, svoltasi il 29 settembre presso l’ASP Istituto Romano di San Michele, in Piazzale Antonio Tosti 4 a Roma, è stata una giornata intensa e partecipata, all’insegna di spiritualità, cultura e comunità. La presenza di ospiti, famiglie, operatori, associazioni, rappresentanti delle istituzioni e cittadini ha reso la ricorrenza una preziosa occasione di incontro e condivisione, confermando il ruolo dell’Istituto come punto di riferimento per il territorio. Una comunità unita nella festa La giornata si è aperta con la Solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da Don Carlo Abbate, Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sanitaria del Vicariato di Roma, nella Chiesa di San Michele Arcangelo. A seguire, gli interventi istituzionali di apertura, con la partecipazione del Presidente dell’ASP Istituto Romano di San Michele, Giovanni Libanori, dei rappresentanti del Municipio VIII, di Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, e dell’On. Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati. Nel suo intervento, il Presidente Giovanni Libanori ha sottolineato il significato della Festa come momento dedicato innanzitutto alla comunità del San Michele: «Questa non è soltanto una ricorrenza religiosa o istituzionale. È, prima di tutto, una festa della nostra comunità». Rivolgendosi agli ospiti, ha ribadito la centralità della persona e il valore dell’accoglienza, ringraziando al tempo stesso famiglie, caregiver, personale sanitario e amministrativo per il loro impegno quotidiano. Il Presidente Libanori ha inoltre ricordato il percorso di crescita dell’Istituto, con il rafforzamento dei servizi per le persone fragili e lo sviluppo di nuove progettualità, sottolineando la necessità di continuare a costruire il futuro del San Michele «mantenendo al centro le persone». La mattinata è proseguita con l’aperitivo e il pranzo conviviale della comunità di San Michele. Nel pomeriggio, nei Saloni Giuliani, sono stati presentati i progetti e i laboratori realizzati nel corso del 2026, a testimonianza dell’impegno dell’Ente nella promozione della partecipazione, della socialità e dell’invecchiamento attivo. Grande partecipazione hanno riscosso la premiazione del concorso di poesia e prosa “Caro San Michele” e il Torneo di bocce e burraco, realizzato in collaborazione con il Centro Anziani “S. Michele”. La festa è proseguita con la musica dal vivo e, nel corso della giornata, con la mostra dei laboratori di volontariato e il Mercatino dell’Associazione Missionarie per il Terzo Mondo Odv. Un ringraziamento speciale va agli ospiti dell’Ente, agli operatori, ai volontari, ai familiari, alle associazioni, alle istituzioni e a tutti i cittadini che hanno scelto di condividere con noi questa importante ricorrenza. La vostra presenza ha reso speciale la Festa di San Michele Arcangelo 2026.   Una tradizione che guarda al futuro Con quasi cinque secoli di storia, l’Istituto Romano di San Michele continua a coniugare cura, cultura e solidarietà, mettendo al centro la persona e promuovendo l’invecchiamento attivo come valore per l’intera comunità. La Festa del Santo Patrono si conferma così un momento capace di unire memoria e futuro, valorizzando le persone e le relazioni che ogni giorno contribuiscono a costruire la comunità di San Michele. Come ha ricordato il Presidente Libanori, «un’Istituzione sono le persone che la abitano, quelle che vi lavorano, quelle che la sostengono». È proprio nelle relazioni che trova la propria forza la comunità del San Michele. Nel segno della protezione, della giustizia e della solidarietà, la Festa di San Michele Arcangelo rappresenta ancora una volta un’occasione per ritrovarsi, condividere e guardare insieme al futuro. Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e contribuito a rendere questa giornata un autentico momento di comunità.  

Procedura aperta ex art. 71 del D.lgs. 36/2023, con il Criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per il Servizio di Pulizia e Igiene Ambientale e del servizio di portierato, per la durata di n. 36 mesi.

Determina di indizione – Determina di parziale rettifica Pubblicazione Gazzetta Ufficiale dell’UE Bando di gara Disciplinare di gara Capitolato speciale Disciplinare telematico Schema di contratto Relazione tecnica Planimetrie Tabella clausola sociale DUVRI Domanda di partecipazione Offerta economica Modello dichiarazione consorziate Modello sopralluogo Patto di integrità  Policy anticorruzione Nomina responsabile esterno al trattamento dei dati Informativa fornitori Tracciabilità dei flussi finanziari Modello FVOE

Giornate Europee del Patrimonio 2026: dal 26 al 27 settembre al San Michele a Ripa torna l’arazzo “Il sogno dell’arabo”

Il patrimonio dell’Istituto Romano di San Michele torna protagonista nel luogo in cui l’opera fu realizzata Dal 26 al 27 settembre, un’esposizione dedicata alla storia artistica del Complesso monumentale e alla sua antica tradizione manifatturiera dal respiro europeo. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio presenta, dal 26 al 27 settembre, l’esposizione L’arazzo Il sogno dell’arabo. Il San Michele tra storia e arte, realizzata in collaborazione con l’ASP Istituto Romano di San Michele. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per riscoprire il patrimonio storico-artistico dell’Istituto Romano di San Michele e il ruolo che il San Michele ha svolto per oltre due secoli nella storia artistica, formativa e produttiva di Roma. L’arazzo Il sogno dell’arabo Protagonista dell’iniziativa è il monumentale arazzo Il sogno dell’arabo, realizzato tra il 1876 e il 1881 nell’arazzeria che aveva sede presso il Complesso Monumentale del San Michele a Ripa Grande, una delle più prestigiose manifatture artistiche dell’Istituto. Tratto da un cartone del pittore orientalista Cesare Biseo, l’arazzo fu tessuto sotto la direzione di Giuseppe Prinotti, con il contributo dei maestri arazzieri Dario Bruni e Ferdinando De Stefani, e ottenne prestigiosi riconoscimenti anche all’estero. Oggi conservata presso la sede dell’Istituto Romano di San Michele a Tor Marancia, l’opera torna temporaneamente negli ambienti del Complesso in cui fu realizzata, offrendo al pubblico l’occasione di riscoprire una pagina significativa della storia artistica e produttiva di Roma e, al tempo stesso, una parte importante del patrimonio dell’Istituto. L’Istituto Romano di San Michele: storia, arte e patrimonio Fondata alla fine del Seicento, l’istituzione del San Michele fu per oltre due secoli un importante centro di assistenza, formazione e produzione artistica e artigianale. Le sue scuole e i suoi laboratori formarono generazioni di artisti e artigiani, contribuendo alla trasmissione di tecniche e saperi e allo sviluppo delle manifatture romane. È in questo contesto che si colloca la storia dell’arazzo Il sogno dell’arabo: un’opera che appartiene alla storia del San Michele e che oggi, grazie alla collaborazione istituzionale, torna nel luogo nel quale è stata realizzata. L’esposizione dell’arazzo L’esposizione, allestita presso la Chiesa Grande del Complesso, ricolloca idealmente l’arazzo nel suo contesto originario, in dialogo con le testimonianze artistiche ancora conservate negli ambienti del San Michele. Una selezione di fotografie storiche accompagnerà i visitatori alla scoperta degli antichi laboratori, dei maestri e della vita quotidiana dell’Istituto, restituendo il contesto umano e professionale nel quale l’opera prese forma. Il ritorno dell’arazzo al San Michele diventa così un’occasione per recuperare la memoria di un luogo e rinnovare il legame tra il patrimonio artistico, gli spazi e le persone che ne hanno costruito la storia. La sinergia tra Istituzioni al servizio della cittadinanza L’iniziativa testimonia il ruolo dell’ASP Istituto Romano di San Michele nella valorizzazione e nella tutela del proprio patrimonio storico-artistico, attraverso una proficua sinergia con la Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio. Una collaborazione che consente di restituire alla collettività opere, luoghi e memorie che costituiscono una parte significativa della storia culturale e produttiva di Roma, rafforzando il rapporto tra il patrimonio dell’Istituto, la sua storia e la cittadinanza. Il ritorno de Il sogno dell’arabo negli spazi del San Michele rappresenta, in questo senso, un momento significativo di valorizzazione di un patrimonio che l’ASP Istituto Romano di San Michele custodisce e contribuisce a mantenere vivo, rendendolo nuovamente accessibile e riconoscibile nella sua dimensione storica e artistica. Giornate Europee del Patrimonio – 26 e 27 SETTEMBRE 2026 San Michele si libra! Festival del libro d’arte, d’archeologia e d’architettura 📅 26 e 27 settembre 2026 📍 San Michele a Ripa: Via di San Michele, 22 – 00153 Roma ✨ Apertura straordinaria e visite guidate Per ulteriori informazioni sull’iniziativa visita il seguente link: https://dgabap.cultura.gov.it/2026/09/san-michele-si-libra-festival-del-libro-darte-darcheologia-e-darchitettura/

Giustizia riparativa: il Centro Astrea dell’ASP San Michele protagonista del confronto sull’attuazione della riforma Cartabia.

Si è svolto martedì 22 settembre il convegno “La giustizia riparativa: dalla Riforma Cartabia all’operatività dei Centri di Giustizia Riparativa”, promosso dalla Commissione Diritto Penale dell’Ordine degli Avvocati di Roma. L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, avvocati e mediatori sui temi della giustizia riparativa e sulla sua concreta applicazione a seguito della Riforma Cartabia. Al centro dei lavori sono stati affrontati gli strumenti e le modalità di attivazione dei percorsi riparativi, l’evoluzione della giurisprudenza, il rapporto tra Centri di Giustizia Riparativa e difensori, gli esiti dei percorsi e le diverse tipologie di programmi. Il Centro Astrea dell’ASP San Michele In questo contesto, il Centro Astrea, attraverso la sinergia tra ASP San Michele, Regione Lazio e Ministero di Giustizia, si colloca all’interno di una rete istituzionale e professionale che punta a rendere concreti i principi della giustizia riparativa. Particolarmente significativo è stato l’intervento dell’Avv. Giorgia Venerandi, Coordinatore e referente del Centro di Giustizia riparativa ASTREA Regione Lazio, che ha approfondito il tema dell’interlocuzione e dei flussi di informazioni tra il Centro di Giustizia Riparativa e i difensori. Il suo intervento ha permesso di portare all’attenzione del confronto l’esperienza concreta del Centro Astrea e la necessità di costruire un dialogo efficace tra le diverse figure professionali coinvolte nei percorsi di giustizia riparativa. L’Avv. Venerandi, inoltre, ha sottolineato l’importanza della costante sinergia tra ASP San Michele e Regione Lazio, evidenziando come da anni la Regione abbia sempre dedicato un’attenzione privilegiata al tema della giustizia riparativa. Nella mattinata è intervenuto anche il Dott. Antonio Mazzarotto della Regione Lazio, che ha evidenziato l’importante valore sociale della diffusione della cultura della giustizia riparativa, quale elemento fondamentale per promuovere una maggiore consapevolezza e attenzione verso questi percorsi. Il Centro Astrea si colloca infatti in un sistema nel quale il raccordo tra istituzioni, professionisti e persone coinvolte assume un ruolo fondamentale per rendere effettivi i principi della Riforma Cartabia. L’ASP San Michele e la gestione pubblica del servizio Nel corso dell’incontro è stato inoltre valorizzato il ruolo dell’ASP San Michele quale gestore pubblico del servizio, realtà impegnata a dare concretezza e continuità all’organizzazione dei percorsi di giustizia riparativa. L’Avv. Giorgia Venerandi ha portato i saluti del Presidente dell’ASP San Michele, Giovanni Libanori, e del Direttore, Serafino Giuliani rimarcando l’attenzione che il San Michele dedica ad una progettualità che si inserisce in un sistema più ampio di collaborazione tra istituzioni, professionisti e territorio. A margine dell’incontro, infatti, il Presidente Giovanni Libanori, ha ribadito l’importanza del ruolo che svolge il San Michele quale gestore pubblico del servizio, peculiarità che rappresenta un elemento concreto attraverso cui la giustizia riparativa può passare dalla dimensione normativa a quella operativa.

Festa di San Michele Arcangelo 2026

Il 29 settembre 2026 torna la Festa di San Michele Arcangelo, Santo Patrono dell’ASP Istituto Romano di San Michele. Una giornata speciale che unirà celebrazione religiosa, cultura, socialità e partecipazione, coinvolgendo gli ospiti dell’Istituto, le loro famiglie, gli operatori, i volontari e la comunità. La Festa di San Michele Arcangelo 2026 sarà infatti un’occasione per vivere insieme una ricorrenza importante e, allo stesso tempo, conoscere i progetti e i laboratori realizzati nel corso dell’anno, valorizzando le esperienze e la partecipazione degli ospiti delle strutture dell’ASP. Festa di San Michele Arcangelo a Roma: una giornata tra tradizione e comunità La Festa di San Michele rappresenta un appuntamento significativo per l’Istituto Romano di San Michele, che ogni anno celebra il proprio Santo Patrono attraverso una giornata dedicata alla spiritualità e alla vita della comunità. Il programma del 29 settembre 2026 propone diversi momenti nell’arco della giornata: dalla Solenne Celebrazione Eucaristica agli interventi istituzionali, dalla presentazione delle attività svolte durante l’anno alle premiazioni, fino alla musica dal vivo e ai saluti conclusivi. Un programma pensato per mettere al centro le persone e offrire uno spazio di incontro e condivisione. Il programma della Festa di San Michele 2026 Programma La Festa di San Michele Arcangelo 2026 si svolgerà presso l’ASP Istituto Romano di San Michele, in Piazzale Antonio Tosti n. 4 a Roma. Ecco tutti gli appuntamenti della giornata. Ore 10:30 – Solenne Celebrazione Eucaristica La giornata inizierà alle 10:30 con la Solenne Celebrazione Eucaristica, presieduta da Don Carlo Abbate – Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sanitaria del Vicariato di Roma – presso la Chiesa di San Michele Arcangelo. Sarà il momento centrale della celebrazione religiosa dedicata al Santo Patrono dell’Istituto. Ore 11:30 – Interventi istituzionali Alle 11:30 seguiranno gli interventi istituzionali di apertura della Festa di San Michele, presso l’esterno della Palazzina Giuliani. Un momento dedicato ai saluti e all’apertura ufficiale della manifestazione. Ore 15:30 – Presentazione dei progetti e dei laboratori La Festa di San Michele riprenderà nel pomeriggio, alle 15:30, presso i Saloni Giuliani, con la presentazione dei progetti e dei laboratori svolti nel 2026. Sarà un’occasione per conoscere le attività che hanno coinvolto gli ospiti dell’ASP durante l’anno e per condividere con la comunità il lavoro e le esperienze realizzate. Ore 16:00 – Premiazioni Alle 16:00 spazio alle premiazioni, sempre presso i Saloni Giuliani. Saranno premiati i partecipanti al concorso di poesia e prosa “Caro San Michele” e i vincitori del Torneo di bocce e burraco, organizzato in collaborazione con il Centro Anziani “S. Michele”. La poesia, la scrittura e lo sport diventano così parte integrante della festa, valorizzando creatività, partecipazione e socialità. Ore 17:00 – Musica dal vivo Alle 17:00 il piazzale interno dell’Istituto si animerà con la Musica dal vivo. Un momento di convivialità e intrattenimento che accompagnerà la parte finale della manifestazione e offrirà agli ospiti e ai partecipanti un’ulteriore occasione per stare insieme. Ore 19:00 – Saluti conclusivi La giornata si concluderà alle 19:00 con i saluti, presso la Chiesa di San Michele      

Invecchiamento attivo: vivere bene, partecipare e coltivare relazioni a ogni età

Invecchiamento attivo: cosa significa davvero? Invecchiare non significa smettere di essere curiosi, costruire relazioni o vivere nuove esperienze. Al contrario, ogni fase della vita può offrire occasioni di crescita, partecipazione e condivisione. È proprio da questa prospettiva che nasce il concetto di invecchiamento attivo: un approccio che mette al centro la persona anziana, le sue capacità, i suoi interessi e la possibilità di continuare a essere protagonista della propria quotidianità. Parlare di invecchiamento attivo, quindi, non significa semplicemente parlare di attività fisica. Significa considerare il benessere nella sua interezza: corpo, mente, relazioni, autonomia e partecipazione alla vita della comunità. Perché l’invecchiamento attivo è importante Con l’avanzare dell’età possono cambiare ritmi, esigenze e possibilità, ma rimane fondamentale avere occasioni per scegliere, partecipare, incontrare altre persone e sentirsi coinvolti. Promuovere un invecchiamento attivo significa creare le condizioni affinché ogni persona possa mantenere il più possibile le proprie capacità e continuare a coltivare ciò che dà significato alle giornate. Una passeggiata, un laboratorio creativo, una conversazione, una gita, un momento musicale o un pranzo in compagnia possono diventare molto più di semplici attività. Sono occasioni per stimolare la mente, mantenere relazioni, rafforzare il senso di appartenenza e vivere nuove emozioni. I pilastri del benessere nella terza età L’invecchiamento attivo nasce dall’equilibrio di diversi aspetti della vita quotidiana. Il movimento contribuisce al mantenimento delle capacità fisiche e dell’autonomia, naturalmente attraverso attività adeguate alle condizioni e alle possibilità della singola persona. Altrettanto importante è la stimolazione cognitiva. Leggere, conversare, ricordare, imparare qualcosa di nuovo, dedicarsi ad attività creative o partecipare a giochi e laboratori permette di mantenere la mente coinvolta e curiosa. C’è poi una dimensione che assume un valore particolare con l’avanzare dell’età: quella delle relazioni. Avere qualcuno con cui parlare, ridere, condividere un ricordo o vivere un’esperienza aiuta a contrastare l’isolamento e rende la quotidianità più ricca. La socializzazione nella terza età non è dunque un elemento accessorio, ma una componente importante del benessere della persona. Socialità e relazioni: il valore dello stare insieme Una delle immagini più significative dell’invecchiamento attivo è forse quella più semplice: due mani che si incontrano. Raccontano vicinanza, fiducia, sostegno e relazione. Creare occasioni di socialità significa permettere alle persone anziane di continuare a costruire legami e sentirsi parte di una comunità. Anche i piccoli gesti quotidiani possono fare la differenza: una chiacchierata, un’attività svolta insieme, una festa o un momento trascorso all’aperto. La relazione con gli altri mantiene vivo quel bisogno di scambio e appartenenza che accompagna la persona durante tutta la vita. Uscire, scoprire, vivere nuove esperienze L’invecchiamento attivo passa anche dalla possibilità di uscire dalla routine e continuare a scoprire il territorio. Gite, visite culturali e giornate all’aria aperta possono rappresentare importanti occasioni di socializzazione e partecipazione. Non conta soltanto la destinazione: conta il viaggio, l’attesa, ciò che si osserva, le conversazioni e i ricordi che si costruiscono insieme. Per una persona anziana, vivere una nuova esperienza significa continuare ad alimentare curiosità e interessi, mantenendo un rapporto vivo con ciò che accade fuori dalla propria quotidianità. Invecchiamento attivo nelle RSA e nelle Case di Riposo Anche all’interno delle RSA e delle Case di Riposo, promuovere l’invecchiamento attivo significa andare oltre la sola assistenza. La cura comprende certamente la risposta ai bisogni sanitari e assistenziali, ma riguarda anche la dimensione sociale, emotiva e relazionale della persona. Attività ricreative, laboratori, iniziative culturali, momenti conviviali e uscite sul territorio possono contribuire a costruire una quotidianità nella quale l’ospite non sia semplicemente destinatario di assistenza, ma possa continuare a partecipare secondo desideri, capacità e possibilità personali. È un modo di intendere la cura che parte da una domanda fondamentale: non soltanto “di cosa ha bisogno questa persona?”, ma anche “che cosa le piace, che cosa desidera e che cosa può ancora vivere?” La persona al centro Non esiste un unico modo di invecchiare. Ogni persona porta con sé una storia, abitudini, passioni, relazioni e desideri differenti. Per questo l’invecchiamento attivo non può essere ridotto a un elenco standard di attività da proporre indistintamente a tutti. Significa, invece, riconoscere e valorizzare l’individualità della persona anziana, rispettandone tempi, preferenze e possibilità. Anche un’attività apparentemente semplice acquista valore quando nasce dall’ascolto e dalla conoscenza della persona. Invecchiare attivamente significa continuare a vivere La longevità rappresenta una delle grandi trasformazioni della nostra società. La sfida non è soltanto aggiungere anni alla vita, ma contribuire, per quanto possibile, ad aggiungere vita agli anni. Promuovere l’invecchiamento attivo significa allora creare occasioni per muoversi, pensare, scegliere, incontrarsi, sorridere e continuare a sentirsi parte del mondo. All’Istituto Romano di San Michele, questa visione si traduce nell’attenzione quotidiana alla persona e nella promozione di momenti di relazione, socializzazione e partecipazione dedicati agli ospiti. Perché prendersi cura significa certamente assistere, ma significa anche ascoltare, accompagnare e creare occasioni per continuare a vivere esperienze significative. A ogni età c’è ancora spazio per una nuova esperienza, una nuova relazione e un nuovo sorriso.

AVVISO DI SELEZIONE PER L’ATTRIBUZIONE DELL’INCARICO DI POSIZIONE DI ELEVATA QUALIFICAZIONE

Determina approvazione avvisi Istituzione Posizioni EQ AFFARI GENERALI – AFFARI LEGALI: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda INTERNAL AUDIT: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda ICT – ACQUISTI: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda MANUTENZIONE – PROGETTAZIONE – BANDI DI GARA E APPALTI: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda PATRIMONIO E BENI STORICO – ARTISTICI: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda RISORSE UMANE – AUTOPARCO: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda PROTOCOLLO – TRASPARENZA E ANTICORRUZIONE: Avviso Allegato B Allegato C – Schema di domanda   Determina di Conferimento incarichi di Elevata Qualificazione